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Dalle Saline alle Valli, su e giù per Comacchio

Saline di Comacchio

Al Parco del Delta del Po si vive un tipo di viaggio diverso dai soliti tour. Un tour dove si può godere di bellezze inconsuete come Comacchio, le sue Saline o le Valli. La formula proposta è quella di viaggio più quieto, rallentato. Pensiamo che il lento fluire delle acque di questo territorio scandisca in qualche modo anche il tempo dell’uomo che le abita, che forse ne ha acquisito il ritmo.

Prima tappa: le Saline di Comacchio

Le Saline di Comacchio è l’area umida da circa trent’anni è in disuso. Nonostante sia stata creata dalla mano dell’uomo, la natura si è riappopriata dello spazio, diventando la dimora di molti uccelli, che vi hanno trovato l’habitat ideale anche per la nidificazione.

La torre di avvistamento napoleonica, le acque calme e la vegetazione palustre, compongono un paesaggio unico e suggestivo. Seguendo gli itinerari appositamente pensati e comunque sempre accompagnati dalle guide, si ha modo di praticare in assoluta sicurezza il birdwatching e lo studio della ricca flora.

“Come il pesce colà dove impaluda ne i seni di Comacchio il nostro mare, fugge da l’onda impetuosa e cruda cercando in placide acque ove ripare, e vien che da se stesso ei si rinchiuda in palustre prigion né può tornare, che quel serraglio è con mirabil uso sempre a l’entrare aperto, a l’uscir chiuso.”

Torquato Tasso, La Gerusalemme Liberata

Valli di Comacchio

Dalle Saline ci siamo spostati alle Valli di Comacchio. Con una piccola imbarcazione da turismo, solcando le acque placide lagunari, si percorre un canale che non danneggia, ma preserva, il delicato l’ecosistema creato in parte dall’uomo in parte dalla natura.

A destra e sinistra del canale i lembi dei sedimenti fluviali che affiorano dall’acqua e formano strisce lunghe spesso parallele tra loro ricoperte dalla vegetazione pioniera, che delimitano gli specchi d’acqua, dove è facile osservare stormi di fenicotteri rosa.

Dagli anni novanta, non si sa per quale strano motivo, la particolare specie tinta di rosa, perdendo la bussola, invece di recarsi in Sardegna dove solitamente migra, è planata da queste parti.

É da oramai da un trentennio che i pennuti dal particolare piumaggio tornano, diventando una delle attrazioni, che spinge numerosi turisti, fotografi e famiglie coi bimbi a recarvisi, con la speranza di vederli da vicino.

Ovviamente sono tante le specie migratorie che le Valli ospitano. Qui si trova la più grande varietà di fauna ornitica d’Italia. Sono oltre 300 le specie di uccelli, oltre ai fenicotteri, il cavaliere d’Italia, la garzetta, l’airone cenerino e il martin pescatore. Inoltre vi sono pesci come orate, anguille, branzini, cefali, passere e mammiferi quali le volpi, nutrie e lontre.

Il viaggio in barca non si limita solo alla scoperta della fauna. È anche un viaggio a ritroso nel tempo, dove si rivivono i gesti e le azioni dell’uomo che da queste parti si ripetono da sempre, come lo scorrere dell’acqua. Un esempio sono i Casoni edificati sulle isole dei detriti fluviali, ormai in disuso, ma visitabili. La stazione di pesca Serilla è uno di questi caratterististici edifici, dove è possibile osservare oltre all’ingegnoso metodo per la cattura dell’anguilla che i pescatori hanno messo in opera, anche la primissima lavorazione di questa specialità tipica del territorio.

Comacchio

Il viaggio prosegue a Comacchio. Che meraviglioso gioiellino questo borgo! Magnifici i centocinquanta metri di colonnato che portano dalla città al convento di francescani. Bella la torre campanaria della Chiesa parrocchiale, che somiglia a un candelabro, frutto dell’ingegno di uno scenografo. E poi la sua chicca: il Museo del Delta Antico del Po che conserva pregevoli e unici reperti archeologici. In questo museo è esposta una nave romana rinvenuta sotto le acque salmastre delle Valli coi suoi straordinari reperti. Sandali, borse intrecciate di verdure e cesti, simili a quelli che si usano ancora oggi, a dimostrazione che passano i secoli ma alla fine certi oggetti non tramontano mai.

Il prezioso carico della nave costituito dalle anfore di diversa fattura, ha riportato alla luce anche degli splendidi e misteriosi amuleti che dovevavo essere i talismani che avrebbero dovuto proteggere l’imbarcazione. Un documento archeologico unico e straordinario che solo per questo motivo vale la pena la visita. Ma non è tutto. Il ponte dei tre archi simbolo della città è una vera e propria bellezza architettonica. Declamata nei versi di Ariosto e Tasso si afferra l’importanza della zona e della città di Comacchio. Sottolineamo l’ultima infomazione: Comacchio le sue Saline e le Valli sono inserite nel progetto dei Mab dell’UNESCO, un motivo in più per farci un salto.

Se vi è piaciuto il racconto sulle Valli di Comacchio, Saline di Comacchio e Comacchio, potete scoprire altri luoghi unici nella nostra rubrica #ItaliaIn24ore. Se non volete perdere i nostri scatti seguiteci su Instagram @charmenoff

Questo racconto lo abbiamo scritto ascoltando: Water concerto di Tan Dun

È la città ch’in mezzo alle piscose paludi, del Po teme ambo le foci, dove abitan le genti disiose che il mar si turbi e sieno i venti atroci.

Ludovico Ariosto, L’Orlando Furioso

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