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La Resurrezione di Piero della Francesca in 15 punti

La Resurrezione Piero della Francesca

  1. L’opera di Piero della Francesca intitolata la Resurrezione si trova a Sansepolcro. È ospitata nell’antico Palazzo della Residenza, di origine trecentesca, il quale è stato riconfigurato nel cinquecento. È in quella occasione che è nata la sala dei Conservatori del Popolo nella quale gli uomini più illustri della città si riunivano per prendere decisioni politiche ed amministrative. Oggi il palazzo è il Museo civico di Sansepolcro.
  2. Il tema dell’opera è legato all’origine della città. Secondo la tradizione sarebbe sorta dove sono state accolte le sante reliquie portate dalla Terra Santa da due pellegrini, Arcano ed Egidio. I due santi si fermarono nell’Alta valle del Tevere in seguito a un segno divino. Qui costruirono una piccola cappella, intorno alla quale sarebbe poi sorta la città di Sansepolcro.
  3. L’opera non si trovava dove si trova adesso. Il recente restauro ha accertato che è stata spostata. Si tratta di un trasporto a massello, che consiste nel taglio e nel trasporto di tutto il muro su cui è dipinta l’opera. Il luogo dove la Resurrezione era originariamente è ancora un mistero.
  4. Sulla Resurrezione non ci sono documenti che stabiliscono la committenza. Non è certa neanche la datazione, il parere degli studiosi varia, è compreso fra il 1450 e il 1468.
  5. La Resurrezione è una pittura murale a tecnica mista: una parte è realizzata con la tecnica dell’affresco, una parte è realizzata con la tecnica a tempera a uovo e una con la tempera a olio.
  6. È alta 2,87 metri, larga 2,62 metri. La pittura originale è di 2,55 metri in altezza, 2,21 metri di larghezza. (Fonte: OpIficio delle Pietre Dure)
  7. Il soldato in posizione frontale, ai piedi del Cristo, è considerato l’autoritratto di Piero della Francesca. Cristo divide in due lo sfondo a sinistra la natura è morta a destra è rigogliosa. È evidente l’artista ha voluto dare un forte senso simbolico.
  8. Un’ossatura geometrica governa tutte le opere di Piero della Francesca. Le sue opere sono concepite secondo un rigoroso calcolo matematico. Alcune opere sono state realizzate utilizzando il numero aureo, associato alla sezione aurea e alla serie di Fibonacci. In questo caso la perfezione dell’opera è data dalla disposizione dei soggetti. La testa del Cristo è al vertice di un triangolo, simbolo di stabilità. Mentre le guardie sono disposte in una ellisse.
  9. Il restauro è stato finanziato dal Aldo Osti, il manager della Buitoni ha vissuto a lungo a Sansepolcro.
  10. In base agli studi condotti prima di iniziare il restauro, sono state scoperte 37 prove di pulitura pregresse non documentate.
  11. Gli studi e il restauro sono stati svolti e coordinati dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze.
  12. Il restauro della Resurrezione è durato tre anni, dal marzo 2015 al marzo 2018.
  13. Sono diciotto le giornate di lavoro, invece delle quindici ritenute in passato. L’opera è stata iniziata dall’alto proseguendo verso il basso, da sinistra verso destra in modo quasi speculare. Il presunto ritratto di Piero è stato realizzato nella ottava giornata.
  14. Il restauro ha riportato alla luce particolari come i piccoli borghi dello sfondo e la piuma di uno dei guardiani romani.
  15. Definita nel 1924 dal romanziere inglese, Aldous Huxley “La più bella pittura del mondo”. Il 31 luglio 1944, Anthony Clarke, il comandante di batteria dell’esercito alleato, ricordandosi del saggio che aveva letto di Huxley sulla Resurrezione, decise, nonostante gli ordini, di interrompere l’azione militare, evitando il bombardamento a Sansepolcro. (È proprio il caso di dirlo, la cultura salva)

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