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Štanjel un piccolo scrigno

Štanjel panorama

San Daniele del Carso

Arroccato sulla collina rocciosa carsica, il borgo di Štanjel o San Daniele del Carso, chiamatelo con il nome che più gradite, è una magia, un piccolo scrigno di piacevolezze. Il castello, i bastioni, le antiche mura di difesa, le porte d’accesso alla cittadina, le abitazioni civili legate l’una all’altra che pare si sostengano in un abbraccio, un magnifico giardino, sono gli elementi di bellezza del borgo. Una sola chiesa, costruita nel XV secolo in stile gotico. È dedicata a San Daniele che, tra l’altro, è il santo patrono, il cui campanile alla sua sommità ricorda la tiara papale, ma altri ci vedono un limone.

Il borgo si sviluppa seguendo la conformazione circolare naturale della collina. Il Sentiero Panoramico circolare è il modo per constatarlo. Si varca il cancello. Sull’arco in ferro, sopra alle ante battenti, si legge una scritta, che indica con le iniziali, il nome di un medico triestino: Enrico Ferrari. Sotto alle iniziali del medico, si trova un’altra scritta che racchiude una curiosità, l’anno è scritto così: 19XIII35.

Il significato del numero romano

Quel tredici scritto coi caratteri dei numeri romani, ricorda il tredicesimo anniversario dopo la marcia su Roma, avvenuta il 28 ottobre 1922. È necessario ricordarlo. Questi territori della Slovenia fecero parte per un periodo dell’Italia. Chiediamo alla guida cosa furono quei giorni per loro. Lui ci racconta di sua nonna, ancora vivente, costretta, durante il processo di italianizzazione voluto dai fascisti, ad imparare l’italiano e quando gli eventi spazzarono via il regime, la nonnina, decise di non parlare più l’italiano: la lingua dei soprusi e delle sofferenze che dovettero subire.

Max Fabiani

Proseguendo lungo il sentiero circolare che si affaccia sugli splendidi panorami del paesaggio circostante, si giunge ad un meraviglioso giardino terrazzato progettato appositamente per medico triestino Enrico Ferrari. Autore del progetto del giardino? Maximilian, noto come Max Fabiani, cognato del dottore. L’architetto del Carso, così definito dal suo più grande studioso, nacque nella villa di campagna di famiglia a Kobdilj, proprio qui, a San Daniele del Carso, il 29 aprile 1865.

Dopo aver conseguito il dottorato in architettura presso il politecnico Technische Hochschule di Vienna, diverrà uno dei maggiori architetti e urbanisti della Mitteleuropa, oltre ad essere designer, saggista-scrittore e inventore. Da aggiungere, alle innumerevoli attività svolte e progetti realizzati in Austria, Italia e Slovenia, il ruolo di consigliere d’arte di Francesco Ferdinando, futuro erede al trono d’Austria. Fabiani viaggiò a lungo in Italia, si interessò all’architettura vicentina di Palladio, si appassionò a tal punto da pubblicare un libretto intitolato Vicenza.

Il giardino Ferrari

L’architetto nato a Štanjel, divenne per un ventennio il suo sindaco, portando a compimento diversi e lungimiranti interventi sul paesino, rispettandone, però, la struttura e l’antico impiantoFiore all’occhiello dell’architetto del borgo è proprio il giardino Ferrari. Il giardino fu progettato insieme a Villa Ferrari distrutta durante il secondo conflitto mondiale. In entrambi gli interventi fu molto attento, dei piccoli stabili inglobati nel progetto della villa, mantenne l’aspetto delle facciate rivolte verso il borgo, pur sistemandole, le lasciò col loro aspetto originale. Per quanto riguarda il giardino, tenne conto della configurazione del terreno, riprese i metodi di costruzione dei muri e le gradinate in pietra tipici del Carso, introducendo elementi innovativi. Sui terrazzamenti più bassi vi erano i giardini coi fiori e gli ortaggi, mentre su quello più alto gli alberi.

La casa Carsica

Fulcro del giardino è la piscina ovale, con l’isolotto al centro, collegato da un ponticello, alimentata dall’acqua proveniente da un complesso sistema di approvvigionamento. Il giardino è un piccolo capolavoro, monumento culturale d’importanza nazionale, pensato per i pazienti di Enrico Ferrari. Secondo lo pneumologo, il borgo di Štanjel, era il luogo ideale di villeggiatura per i suoi malati di tisi, un luogo dove godere dell’aria salubre per guarire o trarre giovamento. Oggi è un luogo molto romantico per eventi di ogni genere, è soprattutto la cornice perfetta per molti matrimoni. Nei giorni in cui siamo stati lì è stata sugellata l’unione di una coppia di ragazze. Addentrandosi per le viuzze del borgo, abitato da soltanto 55 anime, la casa carsica, l’antica abitazione eretta interamente in pietra del Carso comprese le grondaie, insieme al vicino pozzo sono i monumenti esemplari nell’ambito dell’edilizia popolare, è da non perdere.

Museo del Castello di Štanjel

Il Castello ospita il Museo del Castello di Štanjel. La mostra interattiva racconta il Carso in tutti i suoi aspetti. L’acqua uno degli elementi della mostra. L’acqua, essenziale per la vita, da millenni lavora lentamente la pietra, creando grotte spettacolari. Le concrezioni createsi, goccia dopo goccia, hanno trasformato e abbellito le “stanze” sotterranee. Si riflette anche sul sistema idrico del borgo, elemento importantissimo per quel che riguarda il suo approvvigionamento e tutto ciò che riguarda la tutela e le attenzioni necessarie per la salvaguardia del bene naturale preziono. Il vento: la bora, viene riprodotta da una potente ventola all’interno di una stanzina. Soffia fino a 120km/h. I suoni della pietra carsica, tagliata in specifici modi, diventa uno strumento a percussione da suonare. È divertente improvvisare un mini concerto. In realtà ci sono dei veri e propri gruppi musicali che suonano gli strumenti “di pietra”.

Enoteca del castello

All’interno del castello si trova l’Enoteca del castello, dove sorseggiare uno o più dei 100 vini locali. La zona vinicola del Carso è nota per la produzione di un vino rosso rubino: il Terrano. Il calice del nettare degli Dei, è accompagnato dall’immancabile prosciutto del Carso, insieme ad altri tipi di insaccati, tutte eccellenze del territorio. Per chi lo desidera si può prenotare l’esperienza.

Bistrò Grad Štanjel

Sempre nel castello c’è il Bistrò Grad Štanjel dove poter assaggiare piatti tipici, quelli della tradizione, che riprendono le ricette delle nonne, un modo per immergersi pienamente e soddisfare tutti i sensi e le corde delle emozioni che a Štanjel si vivono in un viaggio a 360°.

Viaggio organizzato in collaborazione con lo Slovenian Tourist Board

Se ti è piaciuto il nostro racconto su Štanjel puoi scoprire altri luoghi meravigliosi cliccando qui. Se non vuoi perdere neanche un reel o scatto seguici su Instagram @charmenoff.



Questo racconto è stato scritto ascoltando Heaven dei The Psychedelic Furs

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