Viterbo e i papi

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Al centro delle vicende storiche

Viterbo è diventata per quasi cinque lustri, il luogo dove si sono svolte alcune delle vicende storiche più importanti d’Italia ed è stata il crocevia delle vite dei personaggi di spicco di un periodo. È stato papa Alessandro IV nel 1257 a renderla protagonista. Il pontefice decise che la sede papale sarebbe stata più al sicuro nella provincia laziale. La disputa tra il papato e gli Hohenstaufen (gli Svevi) era diventata davvero complicata da gestire, soprattutto dopo la cocente sconfitta, subita dall’esercito pontificio vicino a Foggia, che vide vittorioso Manfredi il figlio di Federico II di Svevia. Il papa non era al sicuro neanche a Roma ormai ghibellina, guidata dal senatore Brancaleone degli Andalò.

24 anni, dal 1257 al 1281 e nove papi: Alessandro IV, Urbano IV, Clemente IV, Gregorio X, Innocenzo V, Adriano V, Giovanni XXI, Niccolò III e Martino IV, periodo e protagonisti di una Viterbo al centro dei giochi politici e lume spirituale dell’epoca. È a Viterbo che nasce il primo conclave (dal latino cum clave) della storia: il conclave come lo intendiamo noi oggi, coi cardinali chiusi a chiave, intenti a decidere quale sarà il nuovo pontefice. È stato proprio a Viterbo dove c’è stato il più lungo conclave della storia del papato. Durò 1006 giorni, in quell’occasione è stato eletto Gregorio X. Ed è stato Gregorio X che ha decretato la modalità di elezione del pontefice con le nuove regole, accelerando i tempi di elezione del nuovo vicario Cristo.

Palazzo dei Papi

La residenza dove i papi hanno risieduto, non tutti i papi in modo continuativo ad essere sinceri, è stato il palazzo vescovile. Oggi conosciuto come Palazzo dei Papi, che insieme alla Loggia, la fontana e la Sala del Conclave è senza dubbio il complesso architettonico simbolo della città.

La curiosità che riguarda il palazzo è legata al crollo di un’ala che ferì mortalmente il papa Giovanni XXI, correva l’anno 1277. Sulla stessa piazza dove si trova il Palazzo Papale, detta Piazza San Lorenzo, si affacciano il Duomo dedicato a San Lorenzo, che è la cattedrale della città e il Museo del Colle del Duomo.

Palazzo dei Priori

Se Palazzo dei Papi è la sede del pontefice, Palazzo dei Priori che si affaccia sulla piazza del Plebiscito è il palazzo istituzionale del Comune. È però dubbio il periodo dell’edificazione dello stabile, che per lungo tempo si è ritenuto sia iniziato nel 1264. Oggi gli studiosi ritengono che i lavori siano partiti intorno al 1464. Dall’ingresso del palazzo accedete al giardino posteriore dove oltre a godere della fontana c’è la magnifica vista su una parte della città.

Qualche chiesa…

Il giro delle chiese è un percorso dove scoprire altre bellezze legate alla cristianità. Da vedere i monumenti sepolcrali di Clemente IV e di Adriano V alla Basilica di San Francesco alla Rocca. Magnifica è chiesa romanica di Santa Maria Nuova e la chiesa di San Sisto.

…e qualche fontana.

Viterbo è caratterizzata da molte fontane disseminate qui e là in tutta la città, prime fra tutte la Fontana della Loggia a Palazzo dei Papi e quella che si trova al cortile di Palazzo dei Priori e poi la Fontana della Morte e la spettacolare Fontana Grande.

Le chicche

Le chicche della città sono: Viterbo sotterranea, il reticolo di gallerie che si estendono sotto il centro storico, che per ora ha un solo tratto percorribile di un centinaio di metri, disposto su due livelli, situato sotto Piazza della Morte. L’altra chicca è il Quartiere medievale di San Pellegrino, rimasto praticamente intatto nei secoli con i suoi vicoli, le sue case e le sue torri. Qui andate a caccia del profferlo. Non pensate di dover trovare chissà quale animale, pianta, o oggetto, il profferlo è semplicemente la caratteristica forma di scala esterna usata per le civili abitazioni che rendono unico, o quasi, questo quartiere. San Pellegrino è stata la location ideale di tanti film di successso ne citiamo solo uno: La sindrome di Stendhal, del 1995, di Dario Argento.

Scatti per Instragram

Per chi ama gli scatti da condividere su Instagram, The Awakening, di Seward Johnson, l’istallazione in vetro resina che emerge dal terreno di Valle di Faul è l’ideale. L’opera è la copia di quella in alluminio che si trova in Maryland negli Stati Uniti, che è stata riprodotta in occasione del G8 tenutosi a Siracusa, che dopo essere stata a Roma, ha trovato fissa dimora a Viterbo. La gigantesca opera simboleggia il risveglio dell’uomo.

Santa Rosa e L’UNESCO

Ogni anno il 3 settembre si ripete l’evento di eccezionale importanza per i viterbesi e non solo. La Macchina di Santa Rosa, il baldacchino trionfale alto circa trenta metri, che innalza al di sopra dei tetti dei palazzi di Viterbo la statua di Santa Rosa, la patrona della città, percorre le vie della città, rievocando la traslazione del corpo della santa. La Macchina di Santa Rosa fa parte della Rete delle grandi macchine a spalla italiane, inserita nel patrimonio culturale immateriale dell’umanità dall’UNESCO.

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