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CUSCINI DA SOGNO LOMBARDIA

Magna Pars Suites: hotel à parfum

Magna Pars Suites

Ci sono posti che rimangono nel cuore e che diventano i tuoi posti del cuore e entrano di diritto in “Cuscini da Sogno”: Magna Pars Suites a Milano è uno di questi.

Durante uno dei nostri viaggi abbiamo soggiornato in questo suite hotel nella zona “Navigli/Tortona” a due passi dalla stazione Porta Genova. Quando siamo arrivati in via Forcella, ci siamo trovati davanti questo edificio costruito con travi di acciaio, legno e pareti in vetro, che con lo splendido sole di quel giorno era scintillante e pieno di fascino.

La struttura, in passato il quartier generale della fabbrica di profumi della famiglia Martone, è stata riprogettata per farla diventare questo splendido un luogo dove piacevolmente soggiornare.

Entrando nell’immensa e luminosissima hall di questo “hotel à parfum”, il primo in Italia, siamo stati ipnotizzati dal profumo e dal senso di tranquillità che si respira nell’aria ci si sente come a casa. Mentre aspettavamo di fare il check-in, ci siamo messi a “giocare” come dei bambini con gli imbuti in vetro, sparsi in tutto lo spazio, contenenti alcune delle fragranze che aleggiano nell’aria.

Dopo aver effettuato la registrazione, una delle ragazze del ricevimento ci ha accompagnato alla nostra suite. Durante il breve tragitto dalla hall alla camera ci ha dato tutte le informazioni per vivere al meglio la nostra permanenza narrandoci un po’ della storia dell’hotel.

L’arredamento di tutte le suite e di tutto l’hotel, curato nei minimi dettagli, con una raffinata predominanza di bianco, è un connubio di bellezza, alta tecnologia, eco compatibilità, ma soprattutto con un’anima “made in Italy” che caratterizza tutti i singoli elementi che lo vanno a rendere unico.

L’hotel ha 39 suite – ognuna ispirata ad un nota olfattiva differente: 19 dedicate ad arbusti fioriti, 9 ai legni e 11 agli alberi da frutto – sono distribuite sui 3 piani in base all’altezza dell’arbusto che rappresentano. Noi eravamo al secondo piano, alla suite 28: la sua esclusiva essenza è il legno di Quercia che con le sue “sfumature” di terra, muschio e legno ci ha fatto subito rilassare.

Il nostro appartamento, 55 mq per l’esattezza, è un’Executive Suite. Entrando ci troviamo un ampio soggiorno arredato con due candidi divani in pelle, dove ci siamo subito accomodati con in mano uno dei libri poggiati sul tavolo quadrato di fronte, ma soprattutto ci siamo lasciati inebriare dal padrone di “casa”, il flacone diffusore di essenza “28”.

Nell’angolo opposto, vicino alla porta d’ingresso, ci sono un piccola libreria privata, un moderno angolo bar, un tavolo da lavoro in vetro con connessione internet via cavo e le credenziali per il wi-fi gratuito, e sulla parete, quasi nascosto tra i quadri creati dagli studenti dell’Accademia di Brera, un piccolo pannello touch screen da dove si comandano le finestre, gli scuri e le luci di tutta la stanza.

magna pars suites

Separata dalla zona giorno da una parete di doghe di rovere spazzolato, c’è la zona notte con un comodissimo letto king size e una parete a vetri che si affaccia nella sala da bagno, dove trovano posto sia la vasca che la doccia e un lavabo incastonato, come un gioiello, in una consolle bianca che ricordano quelle del passato; all’interno di essa si trova anche la toilette racchiusa in una piccola stanza.

La sera, al nostro rientro al Magna Pars Suites, dopo esserci coccolati con un bagno caldo con la preziosa schiuma dei saponi dell’esclusiva linea per il corpo Aqua Adornationis, abbiamo scelto il nostro guanciale dalla “carta dei cuscini” e ci siamo messi a letto facendoci cullare dalla pioggia che batteva incessantemente sull’enorme vetrata che dà sul giardino interno, un vero e proprio “orto concluso” dove, oltre alle altre, vivono delle piante usate nell’antica fabbrica di profumi.

La notte passa indisturbata, ci svegliamo la mattina rigenerati e pronti per una nuova ed intensa giornata, ma prima di uscire per altri importanti appuntamenti nel cuore di Milano siamo andati a fare colazione al ristorante interno “Da Noi”, dove abbiamo trovato un buffet curato nei minimi dettagli con almeno 5 tipi di latte differenti, cereali e muesli di ogni genere, croissant e torte appena sfornati, pane, uova, salumi, formaggi morbidi e stagionati, caffè e cappuccino preparati da esperti di caffetteria, e volendo si poteva sorseggiare anche un bicchiere di prosecco per iniziare la giornata in modo “spumeggiante”.

All’interno di Magna Pars Suites, al piano terra si trova il LabSolue: il perfume laboratory, dove gli ospiti dell’hotel e i viaggiatori più curiosi possono avvicinarsi e vivere il luogo magico dove nascono i profumi, le candele artigianali e la linea per il corpo Aqua Adornationis.

Ambra e Giorgia Martone le due moderne Inanna, la Venere sumera che rivela l’arte profumiera e/o Enone la profumiera degli dei, lavorano all’interno di quei luoghi che in origine erano i laboratori e la fabbrica di profumi.

Tutto il complesso architettonico nasce, come vi dicevamo, sulle fondamenta di quegli edifici intrisi di profumo della fabbrica di famiglia. Nel nuovo Laboratorio di Profumi, il LabSolue, gli oggetti antichi, storici ed originali degli anni ‘60 utilizzati nella fabbrica hanno trovato un nuovo spazio e nuova vita riposti all’interno del mobile in legno, collocato dietro al bancone che riprende le linee di quello più antico del laboratorio farmaceutico Marvin, il marchio cosmetico storico di Vincenzo Martone.

Il LabSolue è un luogo dove fare un viaggio sensoriale vero e proprio. Posti su isole di legno gli imbuti in vetro pirex poggiati su dischi di specchi, sui quali è scritto il nome dell’ingrediente olfattivo necessario per realizzare, un profumo personalizzato, ma è anche un vero e proprio viaggio sensoriale, per quelle persone che hanno voglia di stimolare le 400 proteine recettrici dell’olfatto umano e inebriarsi con note di fondo, note di cuore o note di testa che si diffondono nell’aria. È un bel modo per emozionarsi con gli aromi dei legni, i sentori dei fiori e gli effluvi dei frutti.

Il Laboratorio, è la prosecuzione di quelli che furono i primi passi del profumo, iniziato in pieno “Rinascimento italiano”, dialoga con lo splendido e contemporaneo hortus conclusus il Magna Pars circonda e racchiude nel suo “cortile” interno. Una piccola libreria privata, composta da opere sull’arte profumiera e sulla letteratura del profumo, collezionate nel corso degli anni, completa ed è un ulteriore elemento di arricchimento per i più curiosi. Un profumo è un viaggio nella storia e un viaggio nella nostra cultura, è un’opera d’arte realizzata da artisti di talento. Inebriarsi con profumi di fiori, di frutti, di legni e poi selezionare l’Essenza preferita, gelosamente conservata in frigoriferi speciali e farla propria è accessibile e alla portata di tutti al LabSolue.

I più curiosi troveranno qui sotto un piccolo approfondimento sulla storia del profumo.

Dov’è nato il profumo? In molti risponderebbero la Francia. Se vi dicessimo che i francesi non conoscevano per niente il profumo, ci prendereste per pazzi?

Eppure è così! È stata l’italianissima Caterina de’ Medici nel 1533 a introdurre il profumo, nello specifico, l’Eau de la Reine, l’Acqua della Regina, alla corte francese. La giovane Caterina quando ha sposato il suo coetaneo, il quattordicenne Duca d’Orléans, futuro re di Francia Enrico II, ha “esportato” in Francia l’uso delle fragranze profumate, già largamente conosciute dalle Corti italiane. Il suo profumiere di fiducia Renato Bianco, si trasferì in Francia al suo seguito. Fin da allora i francesi hanno avuto l’abitudine di cambiare i nomi, infatti, Renato Bianco è conosciuto come René le Florentin. È giusto sottolineare che il profumo della Regina è nato nel monastero dei frati domenicani di Santa Maria Novella. Ci piace ricordare Caterina de Medici, in particolare quella interpretata nel film La regina Margot da Virna Lisi. Per quella parte la Lisi ha ottenuto il premio di miglior attrice a Cannes e il Cèsar per la miglior attrice non protagonista.

Ma torniamo a parlare del profumo. L’olfatto è spesso associato a qualcosa di animalesco, basta osservare gli animali e come con gli odori, anche quelli sgradevoli, siano un elemento essenziale di riconoscimento. Avere naso, avere fiuto per gli affari, oppure, andare a naso, espressioni del linguaggio comune che la dicono lunga su quanto l’olfatto sia il senso che ha la sua importanza e condizioni le scelte delle persone. Fin dalla nascita gli esseri viventi si riconoscono dall’odore e grazie a esso sopravvivono e vivono. Basti pensare ai neonati che “a naso”, individuano la madre dall’odore e grazie a esso con serenità, traggono il nutrimento dal seno.

Bisogna ammettere che l’essere umano ha ridotto notevolmente la capacità di utilizzo dell’olfatto. Darwin lega questo cambiamento all’evoluzione in homo erectus della nostra specie. L’uomo ha modificato l’area di percezione dell’olfatto, spostandolo dal basso verso l’alto. Mutando la posizione dell’organo olfattivo non essendo più vicino al terreno ha modificato anche il suo modo di interagire con ciò che lo circonda mettendo in campo gli altri sensi. Basta considerare l’attrazione sessuale che per gli animali è rimasta olfattiva, mentre per noi umani è diventata visiva.

L’olfatto, nonostante i caratteri primordiali, per noi esseri umani, ha subito un’evoluzione tale che va ben l’oltre la percezione stessa degli odori. In base alla percezione di profumo o di cattivo odore sono stati stabiliti i parametri su ciò che è buono da quello che non lo è. Il profumo e il suo opposto, la puzza, sono il riferimento per le scelte anche a livello sociale. In base al profumo, si è andati oltre, mettendo in contrapposizione ciò che è morale da immorale, quello che è puro da corrotto, quello che è santo da peccaminoso. Il profumo ha aiutato all’elaborazione dei simboli, sviluppando una sorta di codice degli odori dal quale, la letteratura, in particolare nella poesia, ha tratto ispirazione.

Se utilizzati durante i riti liturgici, i profumi, diventano mezzo di elevazione spirituale. Non è un caso che parola profumo derivi dal latino per fumum che vuol dire attraverso il fumo ed era quell’atto rituale di bruciare delle sostanze odorose su un’ara e tramite quest’ azione il fedele era convinto di accattivarsi il favore degli dei e allo stesso tempo allontanava e spaventava i demoni. Il demonio, lo sappiamo già, quando appare ha un forte odore di zolfo. Pensiamo al dio babilonese Anu. Il dio mentre dispensa i suoi doni li fornisce anche di grandi quantità di profumi. Ricordiamoci dei santi della cristianità. Quante volte abbiamo sentito la frase: “Quel santo è in odore di santità”. Le stesse sedi divine sono ricche di fragranze olfattive che le caratterizzano e sono complementari agli altri elementi sensoriali: i Campi Elisi, i giardini dell’Eden, l’Olimpo sono tutti luoghi saturi di profumi.

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