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#SOCIALCORNER NORD TRENTINO ALTO ADIGE

Il Castello del Buonconsiglio

A Trento pare siano rimasti nell’aria il profumo della cannella, del vin brûlé e dello zenzero, il sottofondo musicale dei canti tipici del Natale e i meravigliosi addobbi sono ormai un ricordo. Per gli amanti dei mercatini natalizi l’appuntamento è per il prossimo anno. Una visita alla città dello storico Concilio è sempre il momento giusto per farla. Il #SocialCorner di questa settimana è al Castello del Buonconsiglio, per noi un’altra chicca da non perdere…

Gli inizi…

Gli inizi dell’edificazione sono avvenuti nella seconda metà del XIII secolo e sono ripresi più volte in epoche successive. Realizzato su un rilievo roccioso chiamato in precedenza Malconsey, il castello, ha assunto in seguito il nome beneaugurante e positivo del Buonconsilii.

Siamo al Castello del Buonconsiglio, uno degli edifici più conosciuti di Trento e tra i maggiori complessi monumentali del Trentino-Alto Adige.

Il primo nucleo del castello, il Castelvecchio, la parte più antica di gusto romanico, è caratterizzato da una possente torre cilindrica detta la torre d’Augusto. In una fase successiva, tra la fine del Trecento e l’inizio del Quattrocento, la struttura è stata profondamente modificata dai principi vescovi: Giorgio di Liechtenstein, che collegò al Castelvecchio alla torre Aquila e la fece affrescare con il Ciclo dei Mesi, esempio straordinario di gotico internazionale e Giovanni IV Hinderbach che fece costruire la grande merlatura e il loggiato con archi trilobi di gusto veneziano.

Il Magno Palazzo e la Giunta Albertiana

Il Magno Palazzo, è la parte dell’importante ampliamento cinquecentesco rinascimentale. Voluto dal principe vescovo e cardinale Bernardo Cles, i cui interni sono meravigliosamente affrescati dai fratelli Dossi, dal Romanino, dal Fogolino, le sculture realizzate da Longhi, da Grandi e da Zacchi. Tra i ricamatori spicca Ligozzi.

Con il vescovo Francesco Alberti Poia, è stata aggiunta una ulteriore parte alla fine del Seicento, detta la Giunta Albertiana.

Liberi e Fontebasso gli artisti che vi hanno lavorato durante il periodo del barocco e del rococò, periodo in cui il castello ha rischiato di essere ricoperto di decorazioni. Napoleone nel 1796 lo ha depredato quando invase la città con le sue truppe.

Non solo il Concilio di Trento

L’Austria lo ha adibito a squallida caserma, invece, allo Stato italiano il merito del ripristino. Il Castello del Buonconsiglio è il risultato di una plurisecolare aggregazione edilizia. Sono distinguibili le diverse sezioni e strutture aggiunte nei secoli. È stimolante individuarle e riconoscerle man mano che si procede con la visita.

I giardini sono perfettamente curati, rilassano la vista e sono il valore aggiunto alla bellezza del monumento. Trento non è solo la città del famoso Concilio, è una città tutta da scoprire, accettate un “Buonconsiglio”.

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