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Mutianyu, la “spina dorsale di pietra” della Grande Muraglia

GRANDE MURAGLIA MUTIANYU

Un immenso sistema difensivo

La Grande Muraglia è una di quelle emozioni che restano impresse nella mente. L’immenso sistema difensivo che attraversa montagne e valli della Cina settentrionale per oltre 20.000 km, una vera “spina dorsale di pietra” su cui si legge la storia politica e militare del Paese, ed è uno dei desideri realizzati della nostra vita. Secondo l’UNESCO non si tratta di un unico muro, ma di un complesso di opere costruite e ricostruite da diverse dinastie in circa duemila anni: mura, cammini di ronda, torri di guardia, fortini e passi fortificati, dal III secolo a.C. al XVII secolo.

È stata realizzata con terra battuta, pietra, mattoni e legno, adattandosi a creste, vallate, deserti e steppe, e integrando sistemi di segnalazione a fumo e fuoco che permettevano di trasmettere allarmi su distanze enormi. Per questo è insieme simbolo di difesa contro le invasioni, traccia delle strategie imperiali di espansione e una delle imprese architettoniche più monumentali della storia umana.

Mutianyu: una “città di montagna” da vivere a piedi

Fra le tante sezioni visitabili, Mutianyu è la porta d’accesso ideale per un primo incontro con la Muraglia: eccellente stato di conservazione, meno folla rispetto a Badaling, una corona continua di boschi. Siamo nel distretto di Huairou, a circa 70 km dal centro di Pechino, raggiungibile in un’ora e mezza di auto o con un tour organizzato, perfetta per una gita di mezza o intera giornata.

Le prime difese qui risalgono ai Qi Settentrionali; in epoca Ming la sezione fu ricostruita su larga scala e integrata nel sistema principale della Muraglia, al punto da essere considerata oggi uno dei tratti migliori per capire l’architettura difensiva tardo‑imperiale. Dopo il restauro approvato nel 1983, Mutianyu è stata aperta al pubblico nel 1986.

Architettonicamente colpiscono tre elementi: la fitta successione di torri di guardia, a volte collegate in gruppi di tre; il tracciato che segue e taglia i crinali, ora dolce, ora ripidissimo; la vastità dei panorami, con la muraglia che serpeggia sulle creste come una spina dorsale di pietra. Le quattro stagioni ridisegnano costantemente la scena. In primavera si veste di germogli e fiori, d’estate di verde compatto, in autunno le colline si tingono di rosso e oro, d’inverno la neve definisce i profili dei merli.

Salire e scendere: sentiero, funivia, seggiovia, scivolo

Il viaggio fino a Mutianyu può essere sorprendentemente semplice. Noi abbiamo scelto di partire direttamente dal centro di Pechino con un bus che arriva senza cambi proprio all’ingresso della Grande Muraglia. Da lì, una navetta inclusa nel biglietto ci ha accompagnati comodamente fino al punto di partenza della cabinovia, evitando attese e camminate superflue. Tutti questi servizi, dal trasferimento al ticket d’ingresso, li abbiamo acquistati con pochissimi click su Trip.com, trasformando una delle meraviglie più iconiche del mondo in un’esperienza fluida, pratica e senza stress. Un dettaglio non da poco, soprattutto quando l’emozione vera vuoi spenderla tutta lassù, sulla muraglia. Clicca qui per maggiori informazioni

Mutianyu è l’ideale per tutti i viaggiatori: offre più strade verso la stessa emozione. Si può viverla percorrendola a piedi, salendo dal fondovalle, imboccando un sentiero tra gli alberi e una lunga scala di pietra, con rampe ora dolci, ora dure. Ogni gradino, e l’arrivare in cima solo con le proprie gambe, regala una sensazione quasi fisica di conquista e racconta i passi di soldati e messaggeri di secoli fa.

La comoda e protetta funivia è perfetta per bambini, famiglie e persone meno allenate. Dall’ingresso nord le cabine salgono fino alla zona della torre 14, uno dei punti panoramici più citati nelle guide. In pochi minuti passi dall’ombra del bosco alla linea dei merli sulla muraglia.
La seggiovia e lo scivolo sono l’opzione ludica. La seggiovia aperta sale lentamente sopra il verde, mentre la muraglia si avvicina a ogni pilone. Al ritorno, lo scivolo, un toboga metallico di circa 1,5 km che ti riporta a valle tra curve, vento in faccia e frenate controllabili, è per alcuni la parte più divertente dell’esperienza. In inverno sarà premura della gestione stabilire di volta in volta se la discesa sullo scivolo sia fattibile o meno.

Camminare sulla cresta: direzioni e sensazioni

Una volta sul muro, Mutianyu mostra il suo carattere vero: non un viale dritto, ma un serpente di pietra che sale, scende, piega, costringendo il corpo a rimodulare la camminata, con passi corti in salita, passi cauti in discesa, pause nelle torri e ripartenze tra i merli. Prendendo la torre 14 come base, si può esplorare da lì verso est e verso ovest. Verso est, il tracciato alterna saliscendi morbidi e rampe più decise, con molti punti dove fermarsi, salire sulle piattaforme delle torri e fotografare l’onda della Muraglia che corre da crinale a crinale. Verso ovest, le salite si fanno più ripide. Le scale sono più verticali: qui, nel fiatone e nel bruciore alle gambe, si intuisce quanto dovesse essere faticoso pattugliare queste creste in armatura e con le armi al seguito.

Emotivamente, l’esperienza è un continuo andare e venire fra due poli: da un lato “non finisce mai, è più lunga e più dura di quanto pensassi”, dall’altro quel momento in cui ti giri, guardi la linea percorsa dalla stazione della funivia fino alle torri già superate e senti che, per qualche minuto, fai parte di questo paesaggio millenario. Le pietre sotto i piedi sono levigate, il vento taglia netto sulle merlature, e il rumore dei tuoi passi sembra l’unico suono rimasto.

Una delle sezioni più visitate, ma ancora con angoli di silenzio

Se arrivi di buon mattino, in un giorno feriale o fuori alta stagione, è facile ritrovarsi per qualche minuto completamente soli tra le sue torri, col vento che sibila tra i merli, il fruscio del bosco sotto di te e il suono dei passi sulle pietre. È un momento in cui la Grande Muraglia non è più solo un sito UNESCO. È una pagina di storia aperta davanti ai tuoi passi, da leggere lentamente, respiro dopo respiro.


* Viaggio in collaborazione con l’Ente del Turismo Cinese
** Per arrivare a Pechino e poi ad Harbin abbiamo volato con Air China
*** Hotel ed esperienze che abbiamo fatto a Pechino sono state offerte da Trip.com

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Questo racconto è stato scritto ascoltando Hero: Overture della colonna composta da Tan Dun per il lungometraggio Hero di Zhang Yimou

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