Benvenuti a Santorini

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Benvenuti a Santorini, il cui nome deriva da Sant’Irene di Tessalonica che risale all’epoca medievale, quando i Veneziani furono i signori dell’isola. Circondata da acque cristalline e sospesa sull’orlo di una caldera maestosa, Santorini non è soltanto una delle mete più affascinanti del Mediterraneo: è il palcoscenico di uno degli eventi naturali più imponenti della storia antica.

L’isola conosciuta in passato come Thera fu devastata e sventrata da un’apocalittica eruzione vulcanica, avvenuta tra il 1627 a.C. e il 1600 a.C., che fece collassare il cratere centrale, invaso successivamente quasi del tutto dal mare, lasciando emerse le parti esterne, creando l’attuale forma ad un anello dell’isola. Si crede che questa potente eruzione abbia ispirato miti antichi come quello di Atlantide, la città perduta evocata da Platone.

Mesa Vouno: la montagna che custodisce Antica Thera

Tra i pendii della costa sud-orientale della perla dell’Egeo, si erge Mesa Vouno, una montagna di roccia vulcanica che supera i 365 metri incastonata tra Kamari e Perissa: due delle località costiere più famose dell’isola di Santorini. La sua vetta custodisce le rovine dell’Antica Thera, fondata nel IX secolo a.C. da Theras, reggente di Sparta e colono eponimo dell’isola. Lo racconta già Erodoto, che in pochi versi lascia intravedere le origini di questa città scolpita nella roccia vulcanica dell’Egeo. Salire a Mesa Vouno è un viaggio che unisce natura, storia e spiritualità.

I sentieri che serpeggiano lungo le sue pendici offrono scorci vertiginosi e aperture mozzafiato sul mare, mentre i resti della polis, ricostruita grazie agli scavi archeologici condotti dalla Scuola Archeologica Tedesca a fine Ottocento, rivela una città compatta, ma organizzata con rigore: strade rettilinee, case terrazzate, magazzini, cisterne e soprattutto un centro pubblico attorno all’agorà, cuore pulsante della vita civile.

L’antica Thera in epoca romana mantenne un certo rango

Thera non era una metropoli, ma una città fortemente identitaria, legata alle sue radici originarie. Il principale santuario era dedicato ad Apollo Karneios. Accanto al culto di Apollo si svilupparono, nel tempo, anche altri culti: a Dioniso, ad Artemide, ma soprattutto a Iside e ad altre divinità egizie, testimonianza di un sincretismo religioso favorito dai traffici marittimi in epoca ellenistica.
Anche in epoca romana, la città mantenne un certo rango: lo dimostrano i mosaici pavimentali, le iscrizioni bilingue greco-latine e l’espansione delle infrastrutture idriche e termali.

Tuttavia, a partire dal IV secolo d.C., la popolazione iniziò a spostarsi verso la costa, preferendo insediamenti più accessibili e vicini al mare. Le rovine ben conservate del teatro, del santuario di Apollo, delle case ellenistiche, delle stoai e delle cisterne scolpite nella roccia restituiscono l’immagine intatta di una polis viva, piccola ma perfettamente inserita nel mosaico del mondo greco.
La montagna è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici, l’auto, la bicicletta o per i più avventurosi a piedi.

Passeggiando a Thira

Thira (in italiano Fira) è la capitale dell’isola, si trova a picco sulla caldera, a circa 260 metri sul livello del mare. Una passeggiata nel dedalo stradine strette alla scoperta dei suoi gioielli e degli scorci che si aprono sull’Egeo e le altre isole vulcaniche.

Il Museo Preistorico di Thira: la voce antica di Santorini

Il Museo della Preistoria di Thera, inaugurato nel 2000, è uno dei più importanti musei dell’età del Bronzo dell’Egeo. Situato proprio sotto la cattedrale metropolitana ortodossa di Fira, sede della metropolia di Théra, Amorgo e delle Isole, dedicata alla Presentazione di Cristo. L’antica città di Akrotiri, sepolta sotto la cenere della grande eruzione vulcanica del XVII secolo a.C., rivive negli spazi a lei dedicati attraverso affreschi, oggetti rituali, ceramiche e architetture ricostruite, offrendo uno sguardo vivido e diretto sulla civiltà egea al suo apice. Magnifici i due piani dell’esposizione, ampi ariosi con i reperti ben collocati e descritti.

Interessante il piano sotterraneo dove l’uso delle grate di protezione del magazzino dei reperti, è utilizzato anche come supporto sul quale sono collocati gli antichi affreschi riposizionati nello spazio espositivo come negli edifici originari. I reperti recuperati dagli scavi avviati da Spyridon Marinatos nel 1967, sono imperdibili. Sono celebri gli affreschi i provenienti dalle case nobiliari di Akrotiri, come quello del Pescatore e delle Scimmie blu.

Museo Archeologico di Fira

Il Museo Archeologico di Fira, così come lo vediamo oggi, nasce nel 1960, dopo che il precedente edificio fu raso al suolo dal violento terremoto del 1956. Al suo interno si conserva il cuore dell’eredità storica di Santorini: reperti provenienti principalmente dagli scavi dell’Antica Thera, sul monte Mesa Vouno, iniziati nel 1895 dall’archeologo tedesco Friedrich Hiller von Gaertringen. Altri oggetti sono emersi da campagne successive nel cimitero arcaico e classico della città antica e nei pressi del santuario di Artemide, arricchendo una collezione che attraversa secoli di storia. Le sale del museo raccontano la vita religiosa, funeraria e quotidiana dell’isola attraverso sculture, iscrizioni, vasi e statuette che vanno dal periodo geometrico fino all’epoca romana. Ogni oggetto esposto è una finestra su un mondo scomparso, ma alcuni pezzi colpiscono per la loro unicità e forza evocativa.

Un enorme blocco di trachite vulcanica

Tra i reperti più straordinari, spicca un enorme blocco di trachite del peso di ben 480 chili, il quale secondo un’iscrizione incisa, fu sollevato a mani nude dall’atleta Eumastas, figlio di Kritobolos, un gesto di forza e di gloria che lo celebra per l’eternità. Non meno affascinante è un grande pithos decorato, risalente al VII secolo a.C., unico nel suo genere a Thera. Questo maestoso vaso cicladico mostra un elegante cigno sul collo e, lungo la spalla, due carri trainati da cavalli alati: una scena dal forte valore simbolico, forse legata al viaggio nell’aldilà. Fu ritrovato in una tomba infantile sul versante nord del Monte Sellada, offrendo una toccante testimonianza del rapporto tra arte e ritualità funeraria.

Le mostre temporanee

A seconda del periodo, la collezione può variare. Il museo organizza mostre tematiche temporanee. Offre ai visitatori l’opportunità di scoprire altri preziosi reperti, spesso custoditi nei depositi, che rendono ogni visita un’esperienza sempre nuova e sorprendente. A differenza del Museo Preistorico di Thera, il Museo Archeologico di Fira si concentra sulle fasi storiche successive che vanno dalla fine del Bronzo fino all’epoca ellenistica e romana. I due musei, visitati insieme, offrono un quadro completo e cronologicamente esteso dello sviluppo culturale e artistico dell’isola.

Due passeggiate: una a Pyrgos…

Pyrgos è uno dei villaggi più autentici di Santorini, adagiato su una collina panoramica nel cuore dell’isola col vento che danza leggero, come un dio invisibile che veglia sulla cittadina e su tutta l’isola. Circondato da vigneti ad alberello, ospita alcune delle cantine più rinomate della “perla dell’Egeo”, tra cui la celebre Santo Wines. Meno affollato rispetto a Oia o Fira, Pyrgos regala un’esperienza più intima e genuina, fatta di stradine lastricate, delle immancabili case bianche, di un antico castello veneziano e di una sorprendente quantità di chiese e cappelle, alcune delle quali sono tra le più antiche dell’isola. Il numero elevato di luoghi sacri non è un caso: un detto locale recita “A Santorini vi sono più chiese che case”, poiché è tradizione erigerne una ogni volta che una figlia si sposa.

… l’altra a Oia

Oia sorge a circa 121 metri sopra il livello del mare. È stata tra i primi insediamenti sull’orlo della caldera, risalente al periodo medievale quando fu eretto il kasteli (castello) di difesa sotto i Veneziani. La torre di osservazione è divenuta oggi, il punto perfetto per gli scatti fotografici tra i più belli dell’isola più gettonata delle Cicladi.

Da questo punto panoramico sono da non perdere per la loro bellezza le albe e i tramonti. La storia della città s’intreccia alle vicende legate al suo porto divenuto crocevia dei traffici via nave. Dalla fine del XVIII secolo fino alla metà del XX secolo, crebbe il numero di navi che appartenevano a armatori del luogo che permise lo sviluppo urbano.

Il piano nazionale di tutela

Grazie a un piano nazionale di tutela e recupero degli stabili, iniziato nel 1976, Oia è diventata una meta da visitare per le sue case bianche intagliate nella roccia (yposkafa), le dimore neoclassiche, le gloriose dimore dei capitani, gli hotel con le terrazze vista mare, le strade bianche lastricate che si snodano fra scorci panoramici straordinari, le botteghe d’arte, gli antichi mulini a vento, le iconiche cupole blu delle chiese, celebri in tutto il mondo, le ariose vele campanarie a più livelli che pare vogliano toccare il cielo e rintoccare tra le nuvole, i caffè, i ristoranti gourmet e le immancabili bouganville in fiore.


Viaggio in partnership con Visit Greece Santorini – The One

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